Senior Service

letture non attuali: Viva Tutto!(Jovanotti Bolelli)

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Non sapevo nemmeno che esistesse. Io sono un bibliomane, e a volte per rilassarmi guardo libri in bancarelle o librerie, meglio se come Il Libraccio dove ci sono remainders o occasioni. In questi mesi fra le occasioni dentro Il Libraccio ho recuperato Senior Service di Carlo Feltrinelli (piaciuto, un po’ prolissa la parte sul caso Zivago-Pasternak) e anche questo carteggio fra Lorenzo Jovanotti e Franco Bolelli : Viva Tutto . ADD editore, Torino 2010.

In genere non recensisco libri, e questa peraltro non è una recensione (immagino che la recensione sia un fatto professionale, è un genere giornalistico con una sua tecnica che certamente ignoro, ecc.).

Si tratta di 479 pagine di email fra Jovanotti e il filosofo e musicologo Franco Bolelli.  Bolelli lo seguivo tanti anni fa quando, su Linus primi anni ’80 era autore della rubrica “Musica da non consumare” (l’altro autore era Riccardo Bertoncelli, che più si occupava di rock, mentre Bolelli seguiva più il filone avanguardia, jazz ecc.) Poi l’avevo perso di vista.

Le email sono state scritte, quasi quotidianamente, dal 21 febbraio al 24 ottobre 2010, durante la lavorazione del disco di Lorenzo Ora.

Prima osservazione: i due hanno deliberatamente progettato di scrivere un libro in questa forma estemporanea. Non è un libro epistolare “a posteriori”, un carteggio, in cui gli autori si scrivono non pensando d’avere pubblico. Si scrivono consapevolmente in pubblico. Pertanto, è certamente naive parlare di sincerità, spontaneità ecc. Parlando di sè gli autori sanno benissimo di manifestarsi al pubblico.

In realtà questa forma estemporanea però si lega bene al contenuto di quanto i due si scrivono, e certo non è un caso che i due abbiano scelto questa forma. Il libro è un continuo inno al vitalismo, alla inebriante gioia del cavalcare il divenire (il “surf” come ideale). In un gioco di botta e risposta in cui Lorenzo lancia uno spunto, da quello che fa (oltre a suonare in concerto e in studio fa tante cose, viaggia, legge e ascolta molto, riflette, fa sport ecc.) e Bolelli lo incoraggia e struttura spunti e intuizioni di Lorenzo in questa concezione vitalistica, un po’ niciana un po’ taoista (dentro un positivismo tecnologico con riferimento a Stewart Brand o Kevin Kelly), che in realtà confligge con la formazione cattolica solida di Lorenzo, che resiste e traspare nonostante tutto, nonostante l’inclusivo e informe, perchè in costante divenire, il “viva tutto!”.

Gli spunti più interessanti mi pare vengano da Lorenzo. Nell’insieme, a dispetto dei numerosi buoni spunti, dell’intelligenza degli interlocutori, resta un sentore, invece, di insincerità, di vanitas. Ma che importa … viva tutto!