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Una noterella su “Architettura e Democrazia” di Salvatore Settis

C’è una cosa che particolarmente mi colpisce, leggendo questa raccolta di lezioni tenute da Settis all’Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura, recentemente pubblicate nelle “vele” di Einaudi, sotto il titolo “Architettura e Democrazia – Paesaggio, Città, Diritti Civili”.

Mi colpisce soprattutto il costante riferimento al piano legislativo, quasi un’ossessione. Leggendo il testo, ci si potrebbe convincere che le questioni che riguardano il paesaggio (sulla nozione di paesaggio i testi sono particolarmente incentrati) siano in gran parte di tipo legislativo: il progresso è il contrastato percorso di norme e vincoli sempre più stringenti, sempre più onnicomprensive.

Anche solo sotto quest’aspetto, sarebbe bello che l’autore si ponesse quanto meno una domanda: com’è possibile che il paesaggio di città e campagna che si intende salvaguardare sia stato prodotto quando la legislazione a riguardo era assente, e invece negli ultimi anni, sia pure in presenza di legislazioni sicuramente corpose, il paesaggio si sia comunque degradato, senza peraltro che le nuove modificazioni abbiano prodotto spazi e paesaggi di qualità? (ammesso che quest’ultima osservazione sia vera, come parrebbe dalla lettura del testo).

Anche il solo porsi questa domanda porterebbe ad una minore sopravvalutazione degli aspetti legislativi e vincolistici, e ad una maggiore attenzione verso i fenomeni di effettiva produzione del paesaggio (usiamo pure questo termine ambiguo e complesso), che poi sono quelli che contano.

(pubblicato su PresS/Tletter qui)

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Raffaello, Allegoria. (il sogno del Cavaliere).  National Gallery London

Nell’epoca della riproducibilità tecnica matura

Il pezzo del post precedente è ora su PresS/Tletter, ma con una sovrapposizione che ha implicato anche una modifica del titolo, che non mi convinceva. La sovrapposizione riguarda il pensare la questione dal punto di vista della tesi di Walter Benjamin riguardo alla “distruzione dell’aura” dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.

(in realtà secondo me c’è una possibile sovrapposizione del discorso anche a riguardo della “fine della storia”, ma era questione un po’ difficile per me).

Per leggerlo clicca qui

E siccome è sabato, è anche un saturday soul surge.

Peter Gabriel , Shaking the Tree. E vale anche per l’otto marzo.

Una nota sull’origine del museo

Pubblicata su PresS/Tletter una rielaborazione di una nota precedentemente scritta qui, riguardante l’origine del Museo.

Una nota sull’origine del museo – di Guido Aragona

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Il disegno rivelatore

Una mia noterella a margine della mostra su Gae Aulenti alla Pinacoteca Agnelli del Lingotto di Torino, su PresS/Tletter

Il disegno rivelatore – di Guido Aragona

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La Signora dell’architettura

L’altro giorno ero sul tetto, tutto in vetro, di un grande edificio che ho contribuito a progettare. Sul dorso a scaglie …(continua qui)

La signora dell’architettura – di Guido Aragona

La dolce Educhessina è la giusta medicina

educhessina-copiaIl fuoco amico oggi si rivolge contro Marco Ermentini. Non contro il suo ultimo pezzo sulla scomparsa dell’architetto alla stregua delle lucciole, peraltro viziato da eccessivo ottimismo, ma alla sua più famosa e persistente invenzione teorica: la Timidina C, ripreso come concetto persino da Renzo Piano.

 

(il seguito, nel mio spazio “fuoco amico su PresS/Tletter,  qui 

Le case del Piccolo Principe (film)

Il film d’animazione Il Piccolo Principe, attualmente secondo fra i film più visti nei cinema italiani, costituisce un nuovo capitolo di come gli autori dei film percepiscono l’architettura contemporanea.

Il resto del articoletto, qui

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fotogramma da Il Piccolo Principe attualmente nei cinema.