Gallica

Apollinaire-De Chirico III (e ancora)

Nella “bio” di De Chirico nel sito della sua fondazione, si dice che Apollinaire recensì sull’Intransigeant la mostra del pittore italiano presso il proprio atelier, nell’ottobre 1913. Questo articolo non fu incluso nella raccolta Chroniques d’art, il libro di Apollinaire di cui ho parlato nei precedenti post. Sono andato a pescarlo allora sul sito fantastico della Biblioteca centrale di Francia, Gallica, qui.

Ecco l’articolo, che ho ritagliato per leggerlo meglio. Un sito fantastico, GALLICA!

apollinaire de chirico intrans 9-3-14

DUE NOTE A COMMENTO

1) La traduzione nella biografia del sito della Fondazione non è giusta: “ Il poeta lo definisce: “il pittore più sorprendente della giovane generazione”.  In realtà Apollinaire scrive una notazione più specifica e articolata, certo meno facilmente estraibile. Traduco io col mio francese imparato a scuola: ‘L’arte di questo giovane pittore è un’arte interiore e cerebrale, che non ha alcun rapporto con quella dei pittori che si sono affermati negli scorsi anni. Non deriva né da Matisse, né da Picasso; non deriva dagli impressionisti. Questa originalità è abbastanza nuova da meritare d’essere segnalata”.

2) Sarebbe interessante vedere se, dopo quest’articolo (9 ottobre 2013) De Chirico abbia seguito il consiglio di Apollinaire e schiarito la tavolozza. A memoria direi di si: i De Chirico anni 12-13 hanno colori meno squillanti di quelli del 14, ad esempio quelli esposti agli Indépendants 1914 di cui si è parlato nel post precedente. Verificare questo spunto.

 

 

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Noterelle della domenica, tredici maggio

a) aggiornamento – si fa per dire – del padiglione italia alla Biennale di Venezia, visto che ne ho parlato: come volevasi dimostrare, si è cercato di far finta di niente. Nominato Luca Zevi in modo niente affatto trasparente, con questo programma. Come dire? La banalità non del male, solo la banalità della banalità. Riciclaggio di sapere passivo, parassitario direi, rimestato da decenni: “Adriano Olivetti“, già quand’ero studente era morto da un pezzo, e i docenti, specie di storia dell’architettura ma anche di composizione, ne parlavano sempre, ne facevano un mito. Bene, mi piace, bravi, MA BASTA! andiamo avanti!  “Le architetture del made in Italy” uhu. E poi, un po’ di promozione della prossima expo di Milano “nutrire il pianeta”. Se in quei giorni andassi a Venezia, è probabile che decida di farmi un bagnetto nelle acque marroni del Lido piuttosto che perdere tempo con queste cazzate ministeriali. E poi, il termine “nutrizione” mi dà l’orticaria. In italiano si dice “alimentazione”. Nutrizione è la traduzione maccheronica di Nutrition. Questo è essere provinciali.

b) si trovano sempre più materiali librari e grafici d’epoca su PDF in rete. Lo fa Google, ma in ambito francese ad esempio Gallica. E’ bello. Leggi un libro che accenna ad un artista viaggiatore in Sicilia del ‘700, che non conoscevi, e voilà, puoi scaricarti il pdf o semplicemente consultarlo.

Il vero problema però non è più procurarsi il materiale che desideri, è invece il tempo che è a tua disposizione.  Parlando con un mio amico, scaricatore folle, egli riconobbe che probabilmente non gli sarebbe bastata l’intera vita per visionare o usare tutto il materiale (film, giochi, libri, programmi informatici) che già aveva scaricato. Eppure, continuava, compulsivamente, a scaricare tantissimo.  E così, è possibile che io non legga poi mai, davvero, il Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari di Jean-Pierre-Louis-Laurent Houel (1735-1813), ma solo sfogli come ho già fatto il volume “linkato”