Carlo Ceppi

Le conchiglie di Ceppi (I)

è noto che gli esperti di arte possono trarre utili indizi di autenticità delle opere di un autore non da elementi primari (che sono sempre imitati molto bene dai falsari), ma da particolari marginali, in cui maggiormente sono addensati tic involontari o modi peculiari di un qualche autore.

Ora, per varie ragioni mi è capitato negli ultimi mesi di frequentare spesso alcune opere di Carlo Ceppi, architetto torinese attivo particolarmente nella seconda metà dell’800. (Note biografiche su Ceppi, qui)

Un architetto tipicamente eclettico, tendenzialmente conservatore, forse un po’ sopravvalutato a livello locale.

La faccio breve, tanto non è un “post” particolarmente serio. In tre di queste opere, nell’apparato decorativo sono poste ampie conchiglie in pietra tenera, in posizioni importanti. Le metto qui a confronto in ordine cronologico, per ora con poco commento e ragionamenti.

La prima è tratta dalla facciata principale della Stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova (1861-67). Il progettista dell’opera è Alessandro Mazzucchetti, ma tutti gli autori assegnano a Ceppi la partecipazione al progetto, in particolare al disegno di quella facciata. Cosa che peraltro non ha riscontro in alcun documento d’archivio, però si dice “Mazzucchetti e Ceppi”.

Ecco una visione ravvicinata, in uno scatto eseguito dal ponteggio prima dei recenti lavori di restauro :

P1040241

All’interno della facciata ci sono due conchiglie per lato, poste simmetricamente rispetto all’asse centrale, di grandi dimensioni, ma per ora non teniamo conto dell’aspetto sintattico, grammaticale, compositivo ecc. per concentrarci sulla forma in sè della conchiglia.

Passiamo ora alla conchiglia nella facciata di Palazzo Ceriana Mayneri, sempre a Torino, corso Stati Uniti 27, del 1884. Sopra l’apertura dell’androne al centro della facciata.

conchiglia ceriana

Questa invece fa parte di una fontana monumentale, la Fontana dei 12 mesi presso il parco del Valentino, realizzata nel 1898. La foto è brutta, fatta col telefonino, ma per ora non ci si può avvicinare tanto perchè i restauri non sono ancora terminati e ci sono ancora barriere. Gli elementi sono 10, disposti simmetricamente nel muro ellittico, nel campi compresi fra le 12 statue dei mesi.

conchiglia fontana

Una cosa è chiara: queste tre conchiglie non hanno nulla in comune fra di loro.

Prossimamente vedremo di scoprire perchè. Come si dice “state tonnati” “stay tuned”. Ciau.

(continuazione, qui)

 

 

 

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Ancora Nizza Dante

Il mio trasferimento è imminente, ho tantissimo da fare! Ma ragazzi, come si fa a vedere un blog con la foto di Sallusti in prima pagina? Scappi via. Buttiamo lì qualche foto.

Gli edifici indicati nella “Guida arch mod To” non sempre sono fra i miei preferiti: non mi piace molto ad esempio questo di Premoli, l’architetto della prima fabbrica Fiat di Corso Dante di cui già ho mostrato una foto. Anche se devo ammettere che è un signor disegno,  interessante.

Preferisco questa di Camillo Dolza, un bagno pubblico recentemente riadattato a “Casa di San Salvario” (anche se è al di là di via Valperga, quindi già in “san Salvario nord” quindi già un po’ un’altra zona). Perchè oggi non si riesce più a fare edifici pubblici popolari semplici e decorosi, solidi e belli? Decoro semplicissimo, economico.  Ma decoro.

Ex Bagno di via Morgari, ora Casa di S. Salvario

Lo spazio urbano pure funziona, piccolo e di fronte alla chiesa disegnata da Carlo Ceppi, Sacro Cuore di Maria. Se il tessuto urbano è compatto, basta poco – una porzione di isolato, un lotto non edificato – per generare uno spazio. Se si dissemina stecche e torri, invece tutto resterà sempre qualcosa di informe, se non deforme. Enormi spazi, di nessuno, abbandonati, insicuri, costosissimi da mantenere con dignità.