Le conchiglie di Ceppi (II)

A questo punto, per capirci qualcosa, bisogna fare un po’ di iconologia sulla conchiglia come elemento architettonico decorativo. Quando parlo di iconologia mi riferisco precisamente al senso dato a questa parola da Erwin Panofsky. (la prima parte, qui)

Naturalmente studiare esattamente e con un minimo di completezza l’iconologia della conchiglia architettonica sarebbe un lungo approfondimento, a livello almeno di tesi di laurea. Io qui più modestamente metto insieme alcune cose che mi vengono in mente dai miei studi e dalla riconsultazione rapida di libri o cose in rete. Quindi queste osservazioni non vanno prese come oro colato ma come una base, eventualmente integrabile e modificabile. Come diceva il buon Chesterton, se una cosa val la pena di farla, tanto vale farla male. (diceva così perchè evidentemente per farla bene ci vuole molto tempo, e quindi c’è il rischio di non farla: e io ad es. non posso farla meglio di così, al momento).

Bene, andiamo al dunque. Non mi risulta che la conchiglia fosse un elemento presente nella architettura classica. L’elemento naturalistico principe della decorazione architettonica classica è il fogliame. Mi risulta dunque che sia a partire dal Rinascimento che la conchiglia appare in apparati architettonici. Al momento, non avrei figura più antica di questa, celeberrima

pieri solo absideche tutti voi avrete riconosciuto come la parte superiore della cosiddetta “Pala di Brera; o Montefeltro”  di Piero della Francesca, originariamente realizzata per l’altare della chiesa di San Bernardino da Siena ad Urbino (olio e tempera su tavola, con datazione 1472-74). Per ora non dico niente (rimandando alla sterminata letteratura sull’argomento per chi volesse saperne di più), e continuo con una carrellata di esempi fra i più illustri.

Procedendo in ordine cronologico, altro esempio molto conosciuto – e non pittorico ma effettivamente architettonico, è la Loggia di Villa Madama, opera di Raffaello con i contributi, specificamente in quella parte, di Giulio Romano e Giovanni da Udine. Due immagini, trovate su internet, la seconda d’epoca, Alinari:

villa-madama-roma

ADA-F-017712-0000

 

Ricordo che gli anni di realizzazione di Villa Madama, incompiuto di Raffaello completato da Giulio Romano, è datato comunemente 1518-1526.

Tutto questo dà l’avvio, in epoca Barocca, all’uso del conchigliame, soprattutto in ambito costruzioni nei giardini, fontane, ecc. La cosa prende piede soprattutto in Francia nel suo “grand siecle” e il termine per definire tutto ciò è “Rocaille”, termine che con sineddoche finirà col definire tutto il gusto decorativo tardo Barocco (rococò).

Un altro precedente preclaro, e non “grottesco” è nello scalone d’onore della Reggia di Caserta, opera di Vanvitelli e realizzata circa dal 1750 al 1770. In particolare evidenza la conchiglia sopra la Statua della Maestà Regia (qui in un dettaglio di foto di Vincenzo Lerro presa da instagram; ma metto prima l’insieme della facciata sul primo “pianerottolo” per così dire). Ma altri elementi a conchiglia sono presenti nell’apparato decorativo.

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parte caserta

Il sogno di un blogger è a questo punto fermarsi, e ricevere una serie di commenti che integrano o mettono in discussione il tutto. E quindi fermo qui la seconda puntata.

Gradite le osservazioni circa il riferimento naturalistico sui tipi di conchiglie.

 

 

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