Il rock e la vecchiaia (I)

Solitamente si tendeva ad associare musica rock alla gioventù. Il rock, questa onda musicale che parte appunto dal rock’n roll, che poi è anche il sesso e la sua liberazione in musica, che condizionava folle di teen agers, che costituiva quella generazione a cui gli Who dedicarono il loro primo hit, “my generation” con il famoso verso “I hope die before get old“, e che ha avuto le ultime manifestazioni davvero originali, l’ultima spremitura, nei primi anni ’80 se non prima, ossia circa 35 anni fa, ha invece da qualche anno molto a che fare con la vecchiaia. (non mi dite che il grunge e i Nirvana, o gli Oasis, abbiano detto qualcosa di nuovo, per favore)

La cosa non è ancora del tutto chiara. La gente si stupisce del gran numero di morti del rock, ma non dovrebbe. Ne parlai non molto tempo fa qui.

Il tema mi affascina, perchè ho sempre seguito, ed anche suonato, questo genere di musica. E anch’io sto invecchiando. Mi si è ripresentato con prepotenza, guardando un video recente dei Dexis, gruppo esploso nei primi anni ’80,  in cui il regista indugia sui segni di vecchiaia e sul difetto fisico, insieme ai consueti segni della moda alternativa, underground, tipica dei musicisti rock e dei loro fan. Costoro c’erano dentro fino al collo. Si sono segnati, ma continuano ad essere fedeli a quello stile di vita, e lo mantengono con dignità e fierezza.

Così mi è venuto in mente che potrebbe essere bello scrivere qualcosa su vecchiaia e rock, da un punto di vista inconsueto: vedendo la vecchiaia nel rock non tanto, come usualmente accade, come una componente puramente negativa, ma come elemento effettivo e imprescindibile.

Il modo d’essere vecchio dell’artista del rock è delicato, sicuramente pensato, e quindi forse foriero di insegnamenti, ma sicuramente ci sono elementi necessari o involontari, che derivano dal destino di un certo stile coniato in gioventù e il modo d’interpretarlo da parte dei vari artisti. Attraverso cui allora ripensare il significato profondo delle scelte d’allora.

Questi post avranno un taglio “per tutti”, quindi potrei dire cose che sono scontate per gli esperti del genere. Tuttavia non potrò spiegare sempre i riferimenti in modo esplicito, dunque utilizzerò se necessario collegamenti esplicativi entro il testo, da cliccare in caso di curiosità per chi non sapesse un termine.

Ecco, abbiamo visto come invecchiano pubblicamente Kevin Rowland (classe 1953) e suoi amici. Loro erano di ambito mod, pertanto attenti e  curati nel vestire. Di questi giorni invece è la diffusione di una foto – rubata, certamente – di come è oggi il cantante del più famoso gruppo punk, i Sex Pistols. Ecco a voi Johnny Lydon alias Rotten (c.1956), oggi. Direi che è abbastanza punk pure ora. (continua qui)

rotten

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