Papaveri e Bufale

(il fatto che ha suscitato queste riflessioni è questo )

Ho trovato spaventoso che, all’indomani del voto delle amministrative e del “Brexit”, molti esponenti dell’area di centro sinistra e PD abbiano messo in dubbio la validità del suffragio universale, nel migliore dei casi parlando di “patenti” per votare e cose di questo genere.

Trovo anche inquietante, più che il diffondersi “virale” di “bufale” su internet, il fatto che, più o meno la stessa gente che mette in discussione il suffragio universale, parli del fenomeno delle “bufale” per affermare che in effetti è internet la causa della diffusione di queste menzogne, della disinformazione.

Insomma, questi pensano che, se le cose vanno male, è perchè la gente è ignorante, e occorrerebbe limitarne l’accesso sia al voto che a internet.  Se non pensassero di essere di sinistra, progressisti e antifascisti, direbbero pure “ah, quando c’era Lui…“. Io non farei votare loro, ma guarda un po’.

E’ evidente che non sia così; che il problema non stia nell’uso libero di internet, nella sua mancanza di censura. Infatti, se è vero che in internet è facile diffondere una notizia falsa, nondimeno è anche molto facile controllarne la falsità, e diffondere in modo altrettanto capillare la smentita, prendendo pure in giro chi si è bevuto la palla come acqua fresca.

Purtroppo nei mass media tipo televisione la situazione è decisamente peggiore. Una notizia distorta o non vera detta al telegiornale diviene immediatamente per milioni di persone la verità indiscutibile e soprattutto non controllabile.

Chi ha una visione ingenua della conoscenza tende a non capire che non è tanto importante che una notizia sia VERA, perchè ogni notizia è raccontata (o non raccontata) comunque in un certo modo, e quale che sia non è neutrale. E’ invece importante poterla sentire in vari modi, poterne controllare la veridicità ed anche le sottigliezze retoriche della sua narrazione. Questo non lo garantisce affatto la televisione, lo può semmai consentire proprio internet.

La realtà è che internet dà fastidio a certuni non tanto perché è veicolo di bufale (le bugie in internet hanno le gambe corte), quanto perché toglie agli organi di stampa televisivi il monopolio/oligopolio della menzogna.

L’istruzione è un elemento di grande importanza in questo discorso.

Se la scuola insegna a ripetere la lezione a pappagallo (in linguaggio tecnolatrico contemporaneo “acquisire competenze“)  e non a ragionare ed avere un pensiero critico, anche specificamente rivolto alle fonti in rete, non ci si deve poi stupire del rimbalzare “virale” di bufalone galattiche.

(scritto su questo blog di argomento correlato, Elogio dei fake )

 

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