Lineamenti di una classificazione dei picchiatori mediatici

Prima di continuare, forse, “l’appassionante” excursus sul Pasolinismo, devo qui depositare il pensierino del sabato mattino. E siccome è sabato è un saturday soul surge che comprende l’ascolto. Oggi un vecchio pezzo che si intitola WAR che i miei amici musicanti vogliono suonare con me come cantante (si, canto quella roba, anche).

Il primo movimento di pensiero è questo. Il “caso Fedez”, il giovane rapper divenuto conosciuto al grande pubblico per la sua partecipazione a XFactor, che ha realizzato una sorta di inno del movimento 5 stelle, ma anche l’autentico linciaggio mediatico prima, durante e dopo le manifestazioni contro la legge Scalfarotto subito dalle cosiddette “sentinelle in piedi” rendono del tutto chiaro che una certa area PD è fortemente contraria al dissenso politico, in modo scorretto, da autentici picchiatori mediatici.

Il secondo movimento è che, quando si pensa ai picchiatori mediatici, si pensa – almeno, io penso – al “metodo Boffo”, a quelli del Giornale, di Libero ecc. E indubbiamente sono un riferimento per l’intimidazione via media. In realtà occorrebbe costruire una sorta di mappa, classificazione dei “picchiatori mediatici”.

I picchiatori tipo “metodo Boffo” sono un genere preciso. Si fruga nei panni sporchi dellla persona che si vuole distruggere, li si presenta in un certo modo, e si martella l’opinione pubblica. Roba anche falsa, tanto “qualcosa resterà”. Ma è tutto un gioco elitario, più simile alla violenza mafiosa che a quella di massa. Infatti a volte viene accennato a mo’ di avvertimento, un po’ come bruciare il negozio o danneggiare l’auto. Credo che sia un metodo derivato anche dai servizi di propaganda segreti di Stati.

I picchiatori democrat (per ora li chiamo così) hanno tutt’altro stile, e derivano non dalla violenza elitaria di estrazione mafiosa o servizi segreti, ma dalla violenza popolare di massa (manifestazioni, stadi di calcio; e lo squadrismo politico). Prevede la partecipazione attiva dei militanti. Oggi il militante non ha più la tessera, e va poco nelle piazze e nelle assemblee. Oggi il militante è sostanzialmente un “tifoso ideologico” che ha tempo da perdere nei social network, a postare commenti trolleschi ecc.  Credo che siano però falsamente “dal basso”, io li vedo pilotati, come automi.

Ad esempio, stranamente ho visto postare nei social network , pochi giorni prima della manifestazione delle sentinelle questo articolo , tutti con lo stesso commento CHE SCHIFO, PREGARE CONTRO. Non ha importanza che ciò sia palesemente falso (le sentinelle non pregano, leggono libri; e poi, non “contro i gay”, ma contro il progetto di legge Scalfarotto che a loro dire potrebbe limitare gravemente la libertà d’espressione (con tutti i giudici strani in circolazione, francamente la ritengo una ipotesi plausibile, quantomeno da tenere in considerazione).  Per la condotta durante e dopo quella manifestazione, l’unico intervento che mi pare equilibrato che ho letto è quello di Tosatti per la Stampa. Ma ancora di più il commento su Facebook di Carlo Susa che l’ha rilanciato, leggi qui . (e anche il giorno dopo sulla allucinante amaca di Michele Serra a riguardo, lo vedete nel suo profilo). Comunque alla tele ieri Crozza ha ribadito che la manifestazione delle sentinelle era contro i diritti dei gay. E se lo dice pure la televisione e Crozza allora non c’è dubbio, è vero.

Queste intimidazioni sono pesanti perchè agiscono sulle appartenenze sociali, sono in un certo senso razziste. Prendete me. Non ho nulla a che spartire politicamente e come gruppo sociale con i politici e i gruppo che hanno proposto “le sentinelle”. Ma oggi sono con loro: e non solo perchè ritengo che il diritto di manifestare sia fondamentale e inalienabile, in ogni caso. Ma perchè, grattata la scorza delle falsità con cui i media hanno rivestito la cosa, trovo che la loro battaglia contro la legge Scalfarotto si degna quantomeno di essere presa in considerazione civilmente e dialetticamente. Si discuta di questo. Eppure queste intimidazioni pesanti alla loro libertà di manifestare sono fatte anche per indurmi, nel mio gruppo sociale, a odiarli, a discriminarli. A non vederli come esseri umani, ma come nemici da eliminare, denigrare, odiare. Potrei avere conseguenze serie in termini di emarginazione, nella vita di tutti i giorni, a schierarmi pubblicamente con le sentinelle. E questo forse è ancora peggio che il “metodo Boffo”; ha conseguenze più devastanti per le persone, per la società.

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