Il tempo fa il suo lavoro

Stamattina mi sono svegliato pensando : ma quella frase “l’inferno sono gli altri” ” l’enfer, c’est les autres” è proprio sbagliata.

461_43_CreaturefantastiNon che io sia un pazzo: non mi sveglio pensando alle frasi di Sartre;  le preoccupazioni della vita vengono ad assediarmi nel letto, come a quasi tutti credo, alla stregua di diavoli con i loro inferni. Ma pensavo che, appunto, l’inferno in realtà non sono mai gli altri. Sei sempre tu che lo determini con i tuoi errori.

E poi ho pensato che Jean Paul Sartre è scomparso dall’interesse delle persone. Quando ero ragazzo tutti (tutte le persone colte) parlavano di lui. La Nausea e Il Muro, almeno, dovevano essere letti (preferivo il secondo, certo). L’Etre et le Neant era spesso citato (ma nessuno lo leggeva, credo, nemmeno allora). Non mi ha lasciato altrsartreo che un senso di malessere, con sensazioni di quando Parigi è fredda, piovosa e grigia argentea. Forse la cosa più rilevante che mi accadde al contatto con la sua opera  è stato il senso d’angoscia prodottomi dalla rappresentazione televisiva de Le mani sporche (Elio Petri 1978), qualcosa che psicologicamente ha contribuito ad allontanarmi dal comunismo marxista-leninista (ma forse non sono stato un suo “lettore ideale” … in altri termini forse non era intenzione di S. allontanare la gente dal comunismo).

Ora presso l’immaginario mid cult non è rimasta che quella frase errata. Non è un male, ritengo.

Il tempo fa il suo lavoro

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