Il vero e il falso iconico nella fotografia

no-tav-foto-bacioNei giorni scorsi ha fatto un certo clamore (ma forse dobbiamo dire glamore, neologismo influenzato non da Aldo Biscardi ma da glamour)  la foto della manifestante No Tav che bacia il poliziotto sulla visiera del casco.

La cosa mi stimola ad estendere un po’ le considerazioni fatte tempo fa qui, che pure furono originate da una foto scattata durante una manifestazione No Tav.

L’estensione è questa: esiste un falso iconico, che è un iconico ricercato, ma superficiale, appunto glamour. Ha lo stesso spirito delle azioni delle Femen, del fervorino delle “primavere arabe” generate dai “tweet” come ce li restituiscono i nostri giornali. Un odore da ufficio propaganda Cia o da agenzia pubblicitaria rampante,  che è inconfondibile. La patacca mediatica. Quello di cui parlerà nei suoi articoli impegnati Vanity Fair al prossimo numero.

Questo spirito è anche analogo a quello che anima alcune amministrazioni locali nella promozione delle proprie iniziative urbanistiche o di rigenerazione urbana, ecc.

Non so bene come mai, ma non è molto difficile distiguerlo. Certo, è sempre più invadente, questo spirito. Tanto che ci influenza (influenza dà davvero l’idea del virus … e non a caso costoro parlano anche di “comunicazione virale” come fatto positivo).  Probabilmente chi ha scattato quella foto non aveva secondi fini in sè (non era della CIA a pompare su una improbabile primavera italiana). Semplicemente era all’interno della logica che anima questo spirito fasullo.

Distingui il falso dal fatto che l’immagine iconica è in disaccordo con il vero ordine delle cose, il vero senso. Quel bacio non ha un vero senso. Non è d’amore, e neppure di tradimento. Falsa sia l’amore che la lotta, e i due falsi non si elidono in verità. E’ equivoco. Come tutto ciò che aspira ad essere iconico e non è davvero reale. (forse questa frase può essere riformulata senza la congiunzione e il come iniziale: tutto ciò che aspira ad essere iconico non è davvero reale, e quindi nemmeno potrà essere davvero iconico, perchè l’iconicità è conseguenza di un collegamento reale fra realtà senza collegamenti visibili)

E ancora: quella immagine, per quanto equivoca, è priva di apertura, di ambiguità, di possibili sensi ulteriori. Si chiude in sè.

E poi, digiamolo, non è nemmeno scattata troppo bene.

Perciò, lo scommetto, non sarà mai davvero iconica.

(un blog wordpres sulle foto iconiche, qui)

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4 comments

  1. La differenza fra equivoco e ambiguo. Mi sembra che questo sia un punto chiave.
    Mi piace proprio questo post, è denso e piacevole. Ricco di aperture e possibili sensi ulteriori. Reale.

    I miei complimenti, Prish

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