Inganni del materialismo – animalismo

Mentre oggi mi aggiravo per una dichiarazione asseverata, nel cortile del Tribunale di Torino – ultima manifestazione architettonica della cosiddetta “prima repubblica” – rimuginando su un cantiere in cui ritengo che gli avvocati abbiano, con le loro maniere, fatto grippare tutto il congegno (alt … periodo troppo incasinato ..,) Mentre tutto questo, ho pensato quel che un certo materialismo animalismo, in voga dall’800, ci porta a pensare: che tutto l’apparato legale, la complesstà burocratica della nostra società non è altro che una trasposizione tecnica della lotta per la sopravvivenza animale, una sua continuazione con altri mezzi. E però, ho pensato che tale pensiero sia falso ed ingannevole.

E’ vero che ciascuno può comportarsi con il prossimo come un animale (1). Molti lo fanno. E’ vero che quando qualcuno lo fa, sei praticamente costretto a reagire allo stesso modo. E’ vero tutto questo. Ma in ogni caso, esiste una diversa qualità di comportamento; l’uomo può sempre scegliere, elevarsi da quella condizione. E non è un fatto tecnico (abbiamo detto implicitamente che i più sofisticati cavilli sono strumenti tecnici in mano alle fiere o al predato), è un fatto spirituale. L’uomo può sempre alzare la testa; interrompere – almeno al suo interno, ma con conseguenze sul suo comportamento successivo – questo flusso animalesco. Reagisci pure, non concedere,  (“non date le perle ai porci, nè le cose sante ai cani …”, o almeno più banalmente, non farti pecora col lupo), ma sappi alzare lo sguardo, la testa, lo spirito, anche durante la contesa.

La prima guerra di civiltà, che ci compete, è quella contro il materialismo animalismo, il darvinismo sociale ecc.

(1) c’è anche il concetto fuorviante che l’animale sia più “buono”, una sorta di estensione del concetto di “buon selvaggio”. E’ invece da dire che il comportamento animale è al di fuori – al di sotto, se vogliamo – del campo etico, del bene e del male. Un problema oggi è che certe persone non percepiscono alcuni comportamenti incivili come cattivi; si comportano appunto come animali, e ritengono di averne il diritto. D’altro canto, hanno dalla loro i “maestri del sospetto”, ossia la trichhemmuorti Marx Nietzsche Freud.

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2 comments

  1. come biologa/zoologa pero’ posso dirti che gli animali non si comportano cosi’, soprattutto gli animali sociali come ‘noi’. Piu’ che un problema di materialismo mi sembra un problema di razionalita’ a corto raggio: cosa conviene a me adesso, non importa se alle lunghe il mio comportamento nuoce alla societa’ e quindi a me stesso… una forma di mancanza di immaginazione forse.

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