2011-12: le pagelle

Un tempo mi veniva più facile scrivere pezzi satirici sulla attualità. Ora è più dura. Al di là di fattori personali (es. gli anni che passano, cosa non allegra … ), abbiamo che c’è la grisi. La fifa di non portare a casa la pagnotta, quando diviene concreta,  non  facilita lo sbertucciamento allegro di uomini pubblici (specialmente se non urlano cazzate – o, in alternativa, dicono educatamente cazzate –  come quelli che hanno governato l’Italia nel quasi ventennio della cosiddetta “seconda repubblica”).  Questi nuovi, i tecnici, le bastardate le fanno davvero: d’altronde, non sono stati votati e nessuno li voterà mai.

C’è anche un altro fattore: tutti fanno battute, più o meno le stesse e spesso cretine, a strascico della attualità secondo la precisa agenda dei media. I media, solo un idiota può non rendersi conto che sono precisamente orchestrati per intruppare la gente, o narcotizzarla. Esempio: per qualche mese Libia sempre in prima pagina. Morto Gheddafi, nuovamente hic sunt leones. Non c’è che la Siria. Stessa cosa, Fukshima. In campo nazionale, per qualche anno ci han fatto pensare che l’ombelico dell’Italia fosse la lotta fra Berlusconi e le istituzioni giudiziarie italiane. Ora invece si parla solo di spread, tassi, titoli BCE, o compaiono in prima pagina personaggi stranissimi tipo donne banchiere centroeuropee vestite da uomo a dirci come e se abbiamo ancora il diritto di campare noi mangiaspaghetti.  And ol vat giaasz.

E no, a questo giuoco al massacro, a fare il rivebero sciocco dei media al potere, non ci sto. Pretendo autonomia di tempi e modi della satira. Guai lasciarsi trascinare, come meduse, dalle onde e dalle correnti, dalla ultima allocuzione della Fornero o di Cassano. E allora, nei prossimi giorni, qui sui vostri monitor, continuerò questo post dando le pagelle ai vari personaggi pubblici che, in un modo o nell’altro, sono stati notevoli in questo anno di grande trasformazione : 2011-12. E’ un “post” aperto ai suggerimenti ed eventualmente a contributi letterari di chi passa di qua.

MARIO MONTI. 5,7 -Mappazza

Le voci del Padrone (Corriere, Repubblica, Stampa) ci hanno provato in tutti modi, e con grande intelligenza, per promuovere il personaggio.  Ma si tratta di una impresa non semplice, un po’ come fare la pubblicità a un clistere. Puoi dire che è funzionale, efficace, ben progettato, ma sempre un clistere è.

E’ esattamente quel tizio che, quando andate al mare, non scende mai in spiaggia. Tuttalpiù, resta a fare le parole incrociate al bar sopra, con la canottiera, pantaloncini e adidas con calzini ai piedi (fa molto podismo). A volte scende, così vestito, con rossori assortiti e orrendi nella cute bianchiccia. Dopo aver parlato 5 minuti della sua azienda, dei guai della casta e dell’amministrazione borbonica dell’Italia, con accento bauscia, ma niente affatto sgradevole e anzi intellettualmente stimolante, però con aria vagamente fra il compatito e il disgustato nei vostri confronti, se ne ritorna a complottare nell’ombra, come Gollum. Poco dopo, capisci che parlare con te era lo scotto per aver dovuto accordarsi con la moglie su chi dovesse fare la spesa.

Lo reincontrate il giorno della partenza, alla guida di una BMW blu scuro, enorme ultimo modello luccicante come se fosse appena uscita dalla fabbrica, coi sedili in vera pelle che emanano il caratteristico profumo di ricchezza insieme al vento fresco del condizionamento efficacissimo a 15°, mentre voi siete con una Multipla (quella con la pappagorgia) con la carrozzeria scrostata, sporca, puzzolente, piena di giocattoli, pupazzetti, vuoti di bibite, e coi sedili in tessuto con buchi di sigaretta e/o intrisi e chiazzati di vomito dei bambini (lui ha un solo figlio al college negli States), umida e tiepida.   Si fa offrire la granita, nonostante sia consapevole (voi non ancora) che durante le vacanze ha parlato malissimo di voi col vostro datore di lavoro, che vi licenzierà al ritorno su suo consiglio. Aveva un contratto di consulenza; e quando voi facevate gli imbecilli nel bagnasciuga, non faceva i cruciverba. Prendeva appunti molto accurati.

Andrea Pirlo – 7 e mezzo – la rivincita dei nerd

Diciamo la verità: Pirlo ha una faccia che non funziona. Sembra pure un po’ scemo. Non ha atteggiamenti da bullo. Parla poco. Se il pupone fa er cucchiaio i canti del gallo cedrone volano in cielo per mesi, schiere di donne si ditalizzano ecc. Se lo fa Pirlo sembra quasi non abbia fatto nulla. E così, il Milan, dopo tanti anni di buon servizio, lo ha scaricato come vecchia ferraglia ad una Juve disperata.  E’ bravo, lo sanno tutti, ma che se ne fa il circo mediatico delle mosche del calcio di uno così? Nemmeno i pubblicitari lo fanno funzionare (la volta che Sky lo travestì da santo pareva in vestaglia). E però, ragazzi, non è con la faccetta da mass media, ma con la bravura e la voglia di rivincita che puoi  trasformare una squadra da schifo quale la Juve 2010-11 in quello squadrone vincente di quest’anno. Per cui, amici, Pirlo va bene. Non mollate, fate come lui.

Bruno Vespa. S.V. Sempre a galla come …..

Senza voto. Come faccio a darglielo? E’ da almeno 6-7 anni che non riesco più a vedere la sua trasmissione per più di 10 secondi. Tutti passano, persino Andreotti, Berlusconi e D’Alema (anche se non ancora proprio del tutto), Bruno Vespa resta. Lui, la sua orrenda trasmissione (ma chi la vede? chi la può vedere, dopo tutti questi anni?)  con il terribile staccoo di via con vento all’ingresso degli ospiti e il “pliin” prima del servizio , e le sue orrende strenne natalizie, che vendono tanto solo perchè, verso Natale, c’è tanta gente che pensa “Questo mi sta sul cazzo. Gli regalo l’ultimo di Vespa”.

(continua)

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