E ancora sulla fotografia e i luoghi

Via Pietro Giuria, Torino.

Ecco di nuovo il “minareto” dell’istituto di anatomia, qui curiosamente interloquente con la Mole antonelliana, che si vede sullo sfondo. (chi sarà il muezzin che va sul balconcino, il preside che chiama in raccolta gli studenti?).

La fotografia non è sufficiente. L’occhio è sempre insuperabile. Che focalizza velocemente tanti particolari, mantenendo viva una “sottovista” di contesto; per tacer degli altri sensi che pure agiscono: odorato, soprattutto, ma anche udito e tatto. Quando, in giornate belle come ieri, passo da qui, vi assicuro che la Mole la vedo molto più grande di quel che non appare in questa foto. In inverno è ancora meglio (il massimo di Torino è nelle giornate invernali di sole, fredde e con poco smog a causa del vento del giorno prima; un po’ di odore di neve).

p.s. è forse per lo stesso motivo, di prevalenza del particolare, che Escher provò a disegnare questo (peraltro non soddisfacente, se il motivo era di rendere la vista discriminata umana)

 

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