Neanche Salomone

Spesso mi sveglio di notte, con l’angoscia, il dubbio, di non riuscire ad andare avanti con la mia famiglia numerosa. E scopro che quasi tutti quelli che conosco, tranne i lavoratori dipendenti pubblici, fanno altrettanto.  I numerosi suicidi di gente di mezza età, senza lavoro e disperata, di cui si legge, diventano sono simili a noi in tutto per tutto ma non ce l’hanno fatta a reggere lo sconforto. Fratelli. L’uomo che impazzisce nella sede di quegli strozzini di Equitalia (Iniquitalia, dovrebbe chiamarsi) pure. Per fortuna non è successo nulla.

Ma, ma, ma, è in certi momenti che certe parole  ti ritornano in mente:

26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.

in Matteo 6,25 – 34

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4 comments

  1. La consapevolezza profonda di poter essere felici anche con poco, saper godere di ciò che si ha come un regalo e non come una necessità, la fiducia nel fatto che fare con impegno del proprio meglio sia la parola d’ordine per attingere al cesto della provvidenza: credere fermamente in queste cose e sentire la verità delle Parole che riporti penso sia una fortuna grandissima in ‘certi momenti’. E’ bello il tuo post, e vero. Mi auguro che tanti lo leggano e ne vengano contagiati.
    Prish

  2. Bravo Guido… una volta avevi fatto un battutone su facebook sul trasporto di capitali in Svizzera con la scusa del suicidio assistito… ma non riesco a ritrovarla, comunque sono sicurissimo che fosse tua.

    1. No, ho solo riportato un pezzo di Lia Celi. : “«Buongiorno signore, per quale motivo sta andando in Svizzera?». «Sa, domani ho l’appuntamento per il suicidio assistito». «Ma nella borsa ha 10 milioni in contanti». «Il suicidio assistito costa, non ha letto l’articolo di Facci? E si paga tutto in anticipo». «Bè, allora vada pure. In bocca al lupo. Ehm, voglio dire, condoglianze alla famiglia».
      Due giorni dopo, alla stessa stazione della polizia di frontiera: «Scusi, ma lei è il tizio che doveva fare il suicidio assistito in Svizzera?». «Sì, all’ultimo momento ho cambiato idea, e allora? Non vorrà mica farmene una colpa». «Va bene, ma che fine hanno fatto quei 10 milioni?». «Ero così felice di non voler più morire che li ho scialacquati tutti in donne e champagne. Tiè!».
      E si profila un dilemma per i commercialisti: se riporti a casa la pelle dalla Svizzera, anziché lasciarcela, sei sempre protetto dallo scudo fiscale?” (tutto il pezzo in http://www.lettera43.it/attualita/32873/svizzera-fuga-verso-l-ultima-frontiera.htm )

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